PIANTALA

Alberi

Acero giapponese

Acer palmatum

Famiglia Sapindaceae · Origine: Giappone, Corea, Cina

Conosciuta anche come: Acer palmatum, Acero rosso giapponese

Piccolo albero dal portamento elegante e dalle foglie palmate che in autunno virano a rosso, arancio e porpora. Cresce lentamente, si presta alla coltivazione in vaso e teme il sole forte e i venti secchi.

Luce

Mezz'ombra

Difficoltà

Media

Minima tollerata

-18 °C

💧 Quanta acqua, e ogni quanto

Calcolato per la stagione in corso (estate) e per il tuo vaso.

6 cm60 cm

Quanta acqua

500 ml

circa 2 bicchieri

Ogni quanto

2 giorni

in estate

  • Prima di annaffiare infila il dito nel terriccio: se a 3 cm è ancora umido, aspetta.
  • Distribuisci l'acqua lentamente su tutta la superficie, finché non affiora dai fori di drenaggio.
  • Svuota il sottovaso dopo 20 minuti: l'acqua ferma fa marcire le radici.
  • Usa acqua a temperatura ambiente, mai fredda di rubinetto.

Come curarla

Luce

Mezz'ombra luminosa. Il sole del pomeriggio d'estate brucia i margini delle foglie, soprattutto nelle varietà a foglia rossa e dissecta.

Acqua

In estate: Ogni 2–3 giorni in vaso, mantenendo il substrato fresco

In inverno: Sporadica, a pianta spoglia

Non sopporta né la siccità né il ristagno; l'acqua calcarea gli è sfavorevole.

Temperatura e umidità

Ideale 12–25 °C, non scendere sotto -18 °C.

Umidità dell'aria gradita: media.

Terriccio

Terriccio sub-acido, ricco e drenante, con torba e pomice

Concime

Concime a lenta cessione per acidofile a inizio primavera

Rinvaso

Ogni 2–3 anni a fine inverno

Potatura

Interventi minimi, solo rami secchi o incrociati, in autunno o a fine inverno. Ha una struttura naturalmente armoniosa che le potature rovinano.

Consigli pratici

  • Bordi delle foglie secchi in estate: è vento secco o sole eccessivo, non sete
  • Pacciama il piede: le radici sono superficiali e soffrono il caldo
  • In vaso proteggi le radici dal gelo intenso avvolgendo il contenitore

Problemi più frequenti

  • Scottatura solare

    Il tessuto fogliare esposto a un sole troppo intenso muore e si decolora, lasciando aree biancastre o bruciate. Colpisce soprattutto dopo uno spostamento improvviso dall'ombra al pieno sole.

  • Carenza d'acqua

    La pianta non riceve abbastanza acqua, oppure il terriccio si è talmente asciugato da respingerla: l'acqua scivola lungo i bordi del vaso senza bagnare la zolla.

  • Clorosi ferrica (carenza di ferro)

    La pianta non riesce ad assorbire il ferro, quasi sempre perché il terreno è troppo calcareo. Il ferro serve a produrre clorofilla: le foglie nuove ingialliscono mentre le nervature restano verdi, dando il tipico aspetto «a rete».

  • Afidi (pidocchi delle piante)

    Piccoli insetti verdi, neri o rosati che si raggruppano su germogli e boccioli, le parti più tenere. Si moltiplicano a velocità impressionante in primavera e trasmettono virus vegetali.

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